Binge drinking, consumo di alcol e adolescenza: la parola a Pierfranco Severi

Binge drinking, consumo di alcol e adolescenza: la parola a Pierfranco Severi

Per parlare dell’uso e della diffusione dell’alcol tra i più giovani abbiamo intervistato Pierfranco Severi portavoce di Acat Lucca e Arcat Toscana. I Cat (club alcologici territoriali) sono circa 2000 disseminati su tutto il territorio nazionale e in Toscana sono presenti in tutte le province con un’ampia disseminazione territoriale. Nelle riunioni settimanali si cerca con buoni risultati di responsabilizzare le famiglie con fragilità. Esiste anche un numero verde Aicat per avere indicazioni e indirizzi: 800974250.

A che età generalmente avviene la prima intossicazione da alcol?

L’età del consumo di alcol da parte dei ragazzi si è abbassata notevolmente: secondo le statistiche, infatti, è proprio a 11 anni che avviene in media il primo contatto con i superalcolici.

L’Osservatorio sulle dipendenze di Palazzo Chigi diffonde dati allarmanti, difatti il 17% delle intossicazioni alcoliche trattate al pronto soccorso riguarda soggetti sotto i 14 anni.

Chi ha questo tipo di problema sono bambini ricchi e poveri, maschi e femmine, non c’è differenza.

Come avviene l’intossicazione: nell’immediato vanno incontro al coma etilico, a lungo termine possono sviluppare danni al sistema nervoso centrale che si traducono in rallentamenti e tremori. Per non parlare delle conseguenze a livello epatico, cirrosi e tumori compresi”.

Cosa spinge gli adolescenti a bere molto?

Si possono delineare due tipologie di “spinte” che portano i giovani a fare uso di alcol. Vi sono i giovani che sono spinti dalla voglia di sperimentare nuove trasgressioni, provare ciò che è definito “pericoloso” e al limite del legale. Il loro obiettivo è quello di staccarsi da quei modelli imposti dagli adulti che iniziano a stare stretti, per ricercare una propria autonomia e identità. Bere, fumare, drogarsi è segno, per tanti di loro, di omologazione sociale e anche social, visto che spesso queste attività vengono condivise nei profili social per testimoniare ciò che è stato fatto, alla ricerca di approvazione e riconoscimento.

Poi vi sono i soggetti che vivono una profonda solitudine esistenziale. Non praticano sport e non hanno attività all’infuori della scuola, pertanto riempiono i momenti di “vuoto” con vino, birra e superalcolici.

Cosa bevono più abitualmente i giovani?

Il 55% degli adolescenti beve alcolici e il 24% fa mix di più bevande alcoliche nell’arco della stessa sera e beve ingenti quantità di alcol con l’intento di ubriacarsi.

Cosa è il binge drinking?

Il binge drinking (dall’inglese, “abbuffata di alcolici”) è l’assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve.

Con questo comportamento il consumatore di alcolici e superalcolici (sei o più bicchieri in una sola occasione) va alla ricerca dello “sballo” soprattutto e ciò per i giovani avviene soprattutto nei fine settimana.

È certamente una moda preoccupante, venuta dai paesi nordici e sempre più diffusa anche in Italia e secondo la fotografia scattata dalle Asl, il 42% è composto da 18-34enni.

Perché si parla di uso e non di abuso di alcol?

L’OMS ormai da 5 anni ha sostituito il termine abuso con uso perché “abuso” risulta fuorviante, infatti il limite che se oltrepassato porta all’abuso non è quantificabile ed è invece relativo per ogni individuo. È necessaria dunque una consapevolezza personale sui propri limiti. Ad esempio, per una persona fragile o in difficoltà, bere può compromettere la sua stabilità e farla cadere in stili di vita non sani, causando problemi relazionali e con la comunità in cui vive. Parlare esclusivamente di uso non significa essere proibizionisti, ma educare alla consapevolezza individuale.

Inoltre, non si può associare il termine abuso a un minore perché è illegale l’uso e la vendita di alcol a tali soggetti.

Si ricorda che i neopatentati devono avere l’alcolemia a zero.

Quali sono i rischi collegati all’uso di alcol?

Questi comportamenti, in una fascia di età in cui sarebbe opportuna la totale astensione dalle bevande alcoliche per proteggere il momento cruciale dello sviluppo dell’individuo, hanno un impatto sulla salute fisica, mentale e sulle relazioni sociali.

Anticipare l’inizio dell’abitudine al bere e sperimentare episodi ricorrenti di ubriachezza comporta alterazioni funzionali e strutturali del sistema nervoso che persistono anche nell’età adulta.

Come ben si sa (grazie alle molteplici campagne informative) l’alcol è un fattore di rischio per incidenti fatali e non fatali, tentativi di autolesionismo o di suicidio, predispone all’assunzione di sostanza d’abuso e a comportamenti violenti, antisociali o criminali, è associato al rischio di gravidanze non desiderate e di malattie a trasmissione sessuale, è correlato a scarso rendimento scolastico e a disturbi dell’apprendimento.

Nel lungo termine, l’alcol è un fattore di rischio di mortalità prematura e di morbidità, essendo implicato nell’insorgenza di malattia croniche non trasmissibili (cancro, diabete, malattie cardiovascolari).

C’è consapevolezza tra i giovani dei rischi che corrono? Se no, come mai a suo avviso?

A oggi l’informazione arriva ovunque e soprattutto a chiunque, in particolare agli adolescenti che maneggiano perfettamente i mezzi d’informazione. È difficile credere nella loro totale inconsapevolezza, questo è dimostrabile anche dal loro modo di comportarsi, difatti spesso in una comitiva di amici vi è sempre chi decide di non bere per poter vigliare su chi lo fa, consci delle conseguenze, legali e non, che l’uso di alcol provoca.

Probabilmente, i ragazzi sono più consapevoli dei rischi del bere nel breve termine perché direttamente tangibili (es. incidenti stradali), mentre tendono a non considerare le conseguenze a lungo termine, pur essendone a conoscenza, quasi a voler posticipare il problema senza accorgersi che è ciò che fanno oggi a determinare cosa saranno domani. Pertanto è affermabile che una consapevolezza vi è, anche se è possibile che non vi sia a 360° gradi, ma nella maggior parte dei casi viene accantonata per sfidare il proibito e l’autorità, in primis quella genitoriale.

In che cosa è diversa questa generazione da quella precedente, considerando che sfidare l’autorità e il proibito è una fase fisiologica della crescita durante l’adolescenza, per cui caratteristica di tutte le generazioni di adolescenti?

La differenza sostanziale sta nel fatto che nell’attuale società tutto è accessibile, per cui i ragazzi possono entrare in contatto con l’alcol molto più facilmente rispetto alle generazioni precedenti.

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