Inclusione, cittadinanza attiva e Servizio Civile. Il presidente Briola: «Così coinvolgiamo i giovani nella vita associativa»

Inclusione, cittadinanza attiva e Servizio Civile. Il presidente Briola: «Così coinvolgiamo i giovani nella vita associativa»

Da sempre le nuove generazioni sono uno dei destinatari privilegiati delle attività di sensibilizzazione e promozione di AVIS. Le finalità di questo impegno sono molte: diffondere una cultura del dono, uno stile di vita sano e corretto in cui l’impegno civico e sociale ricoprano un ruolo centrale.

Di questo e molto altro ancora abbiamo parlato con Gianpietro Briola, presidente di Avis Nazionale nonché Dirigente Medico PS Ospedale di Manerbio (BS).

Presidente, solidarietà e cittadinanza attiva sono da sempre i valori portanti dell’associazione: perché i giovani sono i principali destinatari di questi stessi valori?

Crediamo che promuovere il sostegno verso il prossimo sia l’unica strada da percorrere per creare delle comunità sempre più inclusive e vicine ai bisogni del prossimo. In un’epoca in cui c’è ancora qualcuno che parla di difendere i confini e costruire muri, crediamo sia necessario riscoprire quel sentimento di solidarietà troppo spesso celato. Affinché non rimanga una semplice enunciazione, noi siamo altrettanto convinti che la strada passi attraverso un’opera costante e duratura di educazione ai valori, di testimonianza nelle azioni quotidiane, di atteggiamenti reciproci di rispetto e condivisione, di sostegno e aiuto nella prossimità comunitaria.

In che modo l’associazione si muove in tal senso?

Il coinvolgimento della scuola per noi è fondamentale. Grazie al protocollo d’intesa sottoscritto e più volte rinnovato con il MIUR abbiamo dato vita a una serie di iniziative che coinvolgono gli studenti di ogni genere e grado in Italia. Tra queste il progetto “Best Choice”, che prevede incontri informativi e laboratori creativi finalizzati all’ideazione di vere e proprie campagne di comunicazione. Si rivolge a oltre 10mila studenti che diverranno portavoce di quei valori di benessere e solidarietà che AVIS, da oltre novant’anni, diffonde nel mondo. Inoltre abbiamo da poco presentato i risultati di una ricerca condotta con Laboratorio Adolescenza finalizzata a capire quanto il tema della donazione sia conosciuto tra gli oltre duemila studenti iscritti al terzo anno della scuola secondaria di primo grado coinvolti nell’indagine.

Un altro valore caratterizzante di AVIS è l’inclusione sociale

È un tema a noi particolarmente caro. Lo scorso 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale delle persone con sindrome di down, abbiamo presentato il documentario intitolato “Senza confini” realizzato in collaborazione con la FISDIR (la Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali). Un lavoro che ha voluto dimostrare, raccontando le coreografie realizzate da atlete paralimpiche e non, come la generosità e l’inclusione superino qualsiasi barriera, anche quelle delle abilità diverse.

Inclusione che, se vogliamo, rappresenta l’arma con cui combattere anche il bullismo: un altro fenomeno su cui AVIS è intervenuta a gamba tesa

La lotta a qualsiasi forma di discriminazione è uno dei valori fondanti della nostra associazione. Quello contro il cyberbullismo, nella fattispecie, è stato un altro progetto che ci ha visto al fianco di una scuola, l’I.C. Statale di Casalpusterlengo, in provincia di Lodi. Qui, insieme alla nostra sede locale, l’istituto ha creato una web radio a tema, chiamata Onda Media gestita da una redazione di studenti e docenti con l’obiettivo di affrontare insieme questo tema e decidere le strategie più efficaci per combatterlo. Un fenomeno a cui da sempre siamo attenti e che, negli anni passati, ci aveva visti impegnati con la campagna +Volontari – Bulli.

In questi giorni la CNESC ha sollecitato lo stanziamento di maggiori fondi da parte del Governo per sostenere il Servizio Civile: che ruolo ha AVIS in questa proposta per i giovani?

Il Servizio Civile è un ambito che ogni anno riceve richieste da centinaia di giovani che decidono di avvicinarsi al mondo del volontariato. Attraverso le nostre sedi locali coinvolgiamo ragazze e ragazzi nella vita associativa, spiegando loro cosa significhi essere donatori di sangue, come lavoriamo nei singoli territori e quanto una corretta comunicazione, anche attraverso i social network, sia fondamentale per diffondere i valori che ci caratterizzano. Ci siamo anche noi tra gli enti firmatari della lettera inviata al presidente Conte e ai ministri Spadafora e Gualtieri: sostenere i progetti del Servizio Civile non significa sostenere AVIS, ma dare un’opportunità concreta a tanti giovani di iniziare a muovere i primi passi da cittadini attivi all’interno delle proprie comunità.

 

 

 

 

 

 

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