Ascolto, esempio, passione: come si rafforzano responsabilità collettiva e senso civico

Ascolto, esempio, passione: come si rafforzano responsabilità collettiva e senso civico

Sono bastati pochissimi giorni per cambiare completamente la vita delle persone. Un tempo molto breve durante il quale bambini, ragazzi e adulti sono stati costretti a chiudersi nelle proprie abitazioni, non recarsi più a scuola o a lavoro e uscire solo per necessità comprovate.

La nostra vita è mutata e le norme ministeriali adottate per contrastare la diffusione del Covid-19 hanno richiesto a tutti un’estrema capacità di adattamento.

Tuttavia non è semplice adeguarsi e per farlo bisogna ricorrere a un senso di responsabilità collettiva che, prima che ciò accadesse, non era mai stato richiamato così vigorosamente.

Ed è proprio di responsabilità collettiva e di senso civico che abbiamo voluto parlare con due figure di rilievo del volontariato nelle Marche: Massimo Lauri, presidente di Avis Marche, e Maria Gianuario, responsabile Formazione di Avis Marche e referente associativo del progetto Best Choice per le Marche.

I più giovani frequentano quotidianamente ambienti diversi: famiglia, scuola, altri luoghi di socializzazione. In che modo queste differenti agenzie educative possono trasmettere un comune senso civico?

La famiglia rappresenta, sicuramente, la prima fonte di educazione generale e anche civica; in ordine poi ci sono la scuola, la parrocchia, le associazioni di volontariato, le aggregazioni ludiche e quelle sportive: tutte, in diverso modo, contribuiscono alla formazione dei ragazzi e al crescere del loro senso civico.

La scuola lo fa attraverso l’insegnamento del significato di “società civile” e di cosa vuol dire esserne parte.

Le associazioni e, in generale, tutti i gruppi aggregativi rappresentano il luogo della messa in pratica degli insegnamenti ricevuti e acquisiti.

Quello che cambia nei vari ambienti è la modalità di trasmissione: la famiglia lo fa nella quotidianità, attraverso l’esempio e con l’indicazione da parte dei genitori del senso di responsabilità civile.

La scuola trasmette questo valore con l’insegnamento dell’educazione civica ma anche in quanto luogo di relazioni interpersonali tra simili e ambiente in cui il rispetto dei ruoli permette di acquisire il rispetto reciproco.

Le associazioni, quale luogo di aggregazione e socialità, consentono di tramutare in azioni gli insegnamenti ricevuti.

Quanto conta il buon esempio?

L’esempio è fondamentale specialmente in famiglia: i figli sembrano non ascoltare ma in realtà lentamente assimilano ciò che vedono; tanto maggiormente coerenti saranno i comportamenti con le “parole”, tanto maggiore sarà l’acquisizione dei valori e dei principi trasmessi. I genitori trasmettono la cultura dell’esempio e della testimonianza, i valori dell’amicizia, della collaborazione e della solidarietà.

Il buon esempio è sicuramente importante ma, specie in un mondo iper-connesso come il nostro, la famiglia, la scuola e la società dovrebbero collaborare strettamente e fare squadra affinché i messaggi che i media e i social trasmettono non siano fonte di diseducazione.

Cosa si richiede a ciascun educatore? Quali doti deve possedere e quali comportamenti praticare?

Le qualità che un educatore deve possedere sono molteplici: la competenza e la conoscenza sono fondamentali ma non sufficienti; l’educatore deve saper trasmettere penetrando nell’animo dei ragazzi e lo deve fare con facilità di linguaggio e deve essere in grado di “mettersi all’ascolto”: solo così può recepire le esigenze del ragazzo, porsi sulla sua stessa lunghezza d’onda e anche cogliere eventuali necessità.

L’educatore deve, inoltre, avere motivazione e convinzione in ciò che trasmette, oltre che passione (valgono quanto l’esempio).

Quanto ciascuno di noi può apportare al comune senso civico?

Ognuno di noi può apportare tanto, nel suo valore millesimale; se individualmente può però avere un’incidenza e un impatto minimale, insieme, con l’esempio e con la passione, applicando quello che abbiamo detto, può innescarsi un effetto domino o moltiplicatore positivo in grado di contrastare i tanti esempi negativi.

Nella gestione di una situazione difficile come quella che stiamo vivendo ora con il Coronavirus, quanto incide la paura di sanzioni e quanto invece il senso di responsabilità collettiva?

Per alcuni incorreggibili non conta nemmeno la paura delle sanzioni.

Il senso di responsabilità assume invece un ruolo fondamentale nella maggior parte della popolazione; per poter esprimersi al meglio è però altrettanto necessario e importante che le prescrizioni e le raccomandazioni siano comunicate in modo semplice e diretto, per far sia che siano efficaci.

© AVIS REGIONALE MARCHE – via Tiraboschi, 36/F – 60131 – ANCONA (AN)
Tel. e Fax +39 071 2867653
Privacy Policy

Chiudi il menu